La recensione musicale della settimana
a cura di Romeo Renna e Alessia Bono.
Dal Lunedì al Venerdì alle 9,45
scopriamo e ascoltiamo un nuovo album
selezionando per voi le tracce più belle.
Un appuntamento di CAFFE' RADIO con Alessia Bono.

Recensione:

Registrato nella sua residenza sulle pendici dell’Etna, con gli archi della Royal Philarmonic Orchestra l’album “Il Vuoto” rispecchia il carattere artistico e umano di Battiato. Un lavoro preparato con il consueto team di lavoro, con Sgalambro coautore nella parte dei testi, con alcuni componenti degli Uzeda, gruppo di estremo rock, le voci del trio punk femminile Mab e i giovanissimi FSC a suonare chitarra e batteria Mai ansioso di apparire, Battiato intanto prosegue per la sua strada e nell’incontro stampa milanese ha riferito che quest’anno uscirà il suo nuovo film da regista Niente è come sembra, ovvero l’incontro di persone di varia provenienza alla ricerca di quell’indefinito che ha caratterizzato anche la sua vita. “Il vuoto”, il singolo, ha rivelato già molto sul contenuto dell’intero lavoro. Simpatia con le nuove tecnologie e nuovi linguaggi sonori, gli archi accompagnati da elettronica e basso, chitarra e batteria In “Aspettando l’estate” emerge l’uso della chitarra acustica. Atipica la ballata “I giorni della monotonia”, dal gran trasporto d’archi, una voce filtrata e un testo inusuale, d’amore, di sesso e desiderio di fuga. C’è la canzone che andrà nel film, delicata e dal facile ritornello, e più si ascoltano più entrano nella pelle brani come “Tiepido aprile,”” Era l’inizio della primavera” di Tchaikovsky, “Io chi sono?” È un album lirico, pacato, impressionistico che per paradosso rende meglio nei rari casi in cui l’aria si fa elettrica e i nervi pulsano: come in “Game Over”, con un ritmo irresistibile modellato intorno ai vocalizzi di un cantante mongolo, o ne “Il Vuoto”, primo singolo, nato dalla lettura di un sondaggio dell’Oxford Dictionary sulle 100 parole della lingua inglese più usate al mondo. Battiato ne ha scelte venti e le ha infilate in una delle sue elettriche collane, "year play rest my way day/ thing man your world life", a tratteggiare ancora una volta i giorni strani che viviamo, "le patologie del nostro quotidiano". Nove canzoni per 33 minuti di disco con sperimentazioni, giochi di parole. Un album non facile al primo ascolto, ma che ti lascia dentro qualcosa, un seme, che negli ascolti successivi germoglia, non aggredisce chi lo ascolta e non lo illude, lascia il tempo di concentrarsi sui suoi suoni e sulle sue parole e di pensare. Il “Maestro” non finirà mai di stupirci….

Artista: FRANCO BATTIATO
Album: Il vuoto
Voto:
Brani preferiti:
NIENTE E’ COME SEMBRA  la nostra 5  stelle
ASPETTANDO L’ESTATE
THE GAME IS OVER
I GIORNI DELLA MONOTONIA
TIEPIDO APRILE