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Recensione:
Il Signor “Was A Bee” si riappropria della sua identità ed esordisce con un album di altissimo livello suonato da musicisti d’eccezione. C’è da rimanere colpiti dalla profondità della voce di Mario Biondi. Ricorda i grandi della musica soul e del rhythm’ blues, tanto per fare un nome, Barry White. Colpisce al primo ascolto, ti porta a pensare che si tratti di un cantante “nero” vista la profondità e l’approccio così naturale alla musica soul. E invece no, è bianco e arriva da Catania. A 12 anni inizia come corista in chiesa ed attraverso varie esperienze e tanta gavetta in giro per le piazze e le città d'Italia, percorre un cammino professionale che sembra appartenere più ad un singer d'oltreoceano, approdando, nel 2006, alla pubblicazione del suo primo album, "Handful of Soul", inciso col gruppo High Five Quintet, ai quali si deve l’accompagnamento, sia da disco che durante i live. La front-line degli High Five e' composta dal trombettista Fabrizio Bosso, vincitore di importanti trofei nella categoria giovane talento Italiano (Django d'Or 2002 e Top Jazz 1999) e dal tenorista Daniele Scannapieco, vincitore del Django d'Or 2003, affermato nel panorama del jazz internazionale grazie alle collaborazioni con Dee Dee Bridgewater e Henri Salvador. Luca Mannutza, Pietro Ciancaglini e Lorenzo Tucci, rispettivamente al pianoforte, contrabbasso e batteria, costituiscono una ritmica solida e compatta. L’album è un mix jazz, e soul davvero di alto livello, da anni non si sentivano (alla radio) sonorità di questo tipo. |