 |
Recensione:
I Muse sono una delle band più eclettiche e anticonformiste dello scenario rock britannico.
Confermano questa loro inclinazione pubblicando il quarto album in studio “Black Holes And Revelations” che ha preso forma in diversi angoli del pianeta.
In Francia, in un luogo isolato, hanno pensato e sperimentato.
Negli Stati Uniti hanno riattivato i sensori percettivi della vita frenetica.
In Italia, negli studi di Mauro Pagani, sono nati gli arrangiamenti finali.
A Londra è stato fatto solo il missaggio.
Tempo impiegato… tre anni!
I tre rocker sono riusciti a stupirci con nuove sonorità e alcune sorprese inaspettate.
Suono Rock elettrico-progressive influenzato da Queen (ascoltate “Knights of Cydonia), Led Zeppelin, Bowie (ascoltate “Invincibile”).
Spunti etnici tra Oriente e Messico (ascoltate City of delusion”).
Ma anche armonie ispirate a Ennio Morricone, sfumature funk, chitarre gitane…
Non mancano neppure un paio di pezzi furbi da dare in pasto alle grandi “vetrine musicali”: “Supermassive Black Hole” primo singolo che gioca sui falsetti alla Prince e “Starlight” che ci ricorda gli Ultravox e l’impostazione vocale di Midge Ure (e non solo in questo brano!!)
Pensiamo sia un album musicalmente emancipato che trasmette emozioni contrastanti… Non vi annoierà!! |