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Recensione:
Pino Daniele è tornato sulle scene dopo due anni con un album dal sapore… di Pino Daniele. Basta ascoltare i 10 brani che compongono “Il mio nome è Pino Daniele e vivo qui”, per trovarsi di fronte a un disco felice e ispirato, capace di passare attraverso una grande varietà di stili rinforzando la propria omogeneità. Tante le influenze nelle musiche, dal jazz, al blues, all’elettronica, alla musica araba, africana, cubana, un mix davvero unico legato splendidamente dalla sua chitarra “Pinodanielesca”che vola sempre alto, impeccabile e perfetta. Dall’iniziale “Back home”, primo singolo radiofonico, un omaggio a certe sonorità latin blues, fino alla conclusiva “Passo napoletano”, un brano che rinnova la cultura partenopea attraverso suoni elettronici. Tutto l’album si racconta come un viaggio verso casa: l’esotismo caraibico di “Rhum e coca”, l’amore quotidiano cantato in “Il giorno e la notte” e “Vento di passione” o “Salvami”, il viaggio brasiliano sulle onde di “Mardi Gras”, il tributo alla musica delle sue radici con “Blues del peccatore” e la ballad swingante de “L’africano”, per arrivare a un conclusivo tributo alle sue origini con “Ischia sole nascente”, un pezzo quasi “chill out” nello stordimento dell’attimo che descrive, e ancor di più con “Passo Napoletano”. Anche questa volta non mancano gli ospiti, illustri : Giorgia regala la sua splendida voce a due canzoni, “Il giorno e la notte” e “Vento di passione”, mentre il trio dell’ex Weather Report Peter Erskine (qui con Dave Carpenter al basso e Bob Sheppard al sassofono) offre tutta la spinta ritmica di cui hanno bisogno brani come “Mardi Gras”, “Blues del peccatore” e “L’africano”. Ma l’album vede il ritorno di un altro personaggio leggendario per la storia di Pino Daniele, il percussionista Tony Esposito, presente in tutto il disco, e di Alfredo Paixao – già al fianco di Pino Daniele durante il tour di “Iguana Café” – che suona il basso elettrico su “Back home” e “Vento di passione” e canta splendidamente, in brasiliano, su “Mardi Gras”. E poi la copertina: La Terra vista dalla Luna. Spiata forse dall’occhio curioso di altre forme di vita. O da quello, altrettanto curioso di Pino Daniele che in questo nuovo album condensa tutto il suo essere musicale, la sua carriera, le sue collaborazioni fino a farne un distillato vitale, da lanciare forse nello spazio. Chi lo ascolterà ci troverà dentro il passaporto di un artista completo, inimitabile capace di conciliare nella sua musica mondi soltanto apparentemente lontani tra loro. Una cartolina musicale spedita dal luogo in cui vive dove terra, cielo e mare parlano al cuore. Un posto solare con tanta musica intorno. |