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Recensione:
Robbie Williams ha deciso di tornare il ragazzino impertinente di qualche anno fa, e per farlo ha chiamato diversi nomi di spicco. Vari tipi di synth pop (da William Orbit ai Pet Shop Boys ad altri importanti Dj in ambito house per dare alle stampe un disco fatto per divertire gli altri ma soprattutto se stesso. “RUDEBOX” è la creatura da dancefloor che conta ben 17 tracce! Varie sono le ispirazioni del camaleontico Robbie: gli anni 80' di quest'album si rifanno ad un soft sinthy pop figlio dei Depeche Mode palesi sono anche i collegamenti con i Pet Shop Boys che collaborano alla realizzazione di due brani di questo cd. Non manca una manciata di techno house anni 90' , rap e r'n'b. Molte sono le cover. “Rudebox” è stato preceduto dal singolo omonimo, una canzone completamente diversa dai suoi precedenti lavori. Unisce pop, elettronica, funky e hip pop, una sorta di breakdance su base alla Snap. “Lovelight” di Lewis Taylor il secondo singolo è perfettamente in sintonia con un ritmo ballabile in stile John Travolta- Prince finemente sintonizzata in un'armonia dance. “Viva Life On Mars” vanta un gradevole velo country. Le altre cover: Kiss Me di Patrick Duffy riletta in stile house , “Louise” degli Human Legue tinta a nuovo con William Orbit. Una rilettura di Manu Chao e dei suoi successi “Bongo Bong” e Je Ne T'Aime Plus per creare un'unica canzone in cui appare anche la voce di Lily Allen, “Never Touch That Switch”, track spigolosa prodotta dai Soul Mekanik. Elettropop sognante in stile Madonna ”She’s Madonna”. E per concludere, “Summertime”, una chiusura cristallina e un po’ malinconica. Robbie ci ha saputo fare anche stavolta, nonostante lo sdrucciolevole terreno della dance e, dice, lo rifarà!! |